“Viaggio nella città bella” di Antonella Tricarico L’esuberante grammatica della pittrice salentina tra i respiri di Gallipoli

“Viaggio nella città bella” di Antonella Tricarico
L’esuberante grammatica della pittrice salentina tra i respiri di Gallipoli

Nel cuore di questa morbida estate, l’ottocentesco Teatro Garibaldi di Gallipoli ospita la personale dell’artista Antonella Tricarico.
A Gallipoli Il cui nome di derivazione ellenica, Kale Polis, la città bella, adagiata sulle costa ionica salentina, che l’ha vista nascere, è palesemente dedicato lo straordinario percorso della ricca rassegna di indiscusso alto valore artistico: “Viaggio nella città bella”.
Un viaggio di andata e ritorno in una città di mare che ne ha viste, lungo la sua antica storia, di partenze e di ritorni! Che ha conosciuto sì scorrerie e invasioni, fin dal tempo dei Romani, ma che ha vissuto tempi di rigogliosi scambi commerciali e culturali!
E così Antonella Tricarico, pittrice e poetessa coraggiosa ha fondato la sua arte in quelle profonde radici sostenute da continui flutti, tra alte maree e placide risacche, tra approdi e naufragi in una Gallipoli accogliente, ma forte e dura come lo sono tutte le città di mare, perché così vivono le città di mare.
È in questi respiri che la pittrice gallipolina, figlia di un antico orgoglio architettonico e paesaggistico, fin dalla tenera età, è stata visitata dalla Musa dell’Arte che non l’ha mai più abbandonata e che oggi nella sua piena maturità artistica, in un vissuto intenso e sofferto, nello stesso tempo, ella stessa l’ha eretta a sua compagna di vita.
Lungo gli anni il suo gesto pittorico è andato sempre più perfezionandosi per raggiungere, oggi, una cifra stilistica del tutto personale che traspare e affonda nelle opere allestite nel foyer del prestigioso Teatro.
Le opere dai tratteggi decisi e delicati, nello stesso tempo, sono permeati da un gesto cromatico ora veloce ora meditativo, comunque sempre esplosivo dove non si accettano vie di mezzo o compromessi, sostenute da una straordinaria libertà cromatica.
Sono colori caldi, vibranti e dinamici come è la sua vita, perché la pittura è un modus vivendi dell’artista, le due facce della stessa medaglia.
La personale è un tripudio di gesti, caldi e profondi e parole, così ora la tavola ora la carta divengono il campo d’azione a sostegno ora di intrecci ora di sfilacciature.

Ma andiamo con ordine.
In questo viaggio tante sono le incertezze e le sorprese, ma la pittrice trova un approdo, una salvezza che si traduce nella fiducia in quella femminilità che potente sprigiona da “Aurora” o dal volto e dalla fisicità di “Blanche” e dall’amore della mitologica Arete.
L’opera dai tratteggi dechirichiani “Riflessione” giunge immediata allo sguardo dello spettatore come la provocante “Mistero”.
Quelli di Antonella Tricarico sono atti di coraggio dove nulla è premeditato, così ci propone in un primo piano straripante l’ingenua figura femminile La Sottana oppure osa narrarci che anche il Silenzio possiede un suono.
Viaggi onirici, viaggi mitologici per cercare equilibri che l’arte le dona e le sottrae in un gioco crudele. Ma che tutto sommato, crudele non è, perché l’Arte sa come estrarre tutte le sue essenze dalla mente e dalla mano della giovane artista salentina. Ed ecco la straordinaria opera “La mano d’oro” un gesto simbolico tra morbide circonvoluzioni nel continuo avvolgere e srotolare delle complicate matasse della vita.
E per parafrasare un pensiero dello scrittore J. Steinbeck ‘ non è l’artista che fa il viaggio, ma è il viaggio che fa l’artista” ancora l’arte di Antonella Tricarico che vive le profonde sfaccettature di un sud ancora ricco di segreti si propone, in tutto il suo splendore, affinché ciascun spettatore goda di quei frutti artistici che sono il meglio che la vita può offrire.
post scriptum :
È motivo di gioia e di orgoglio vedere la produzione artistica di Antonella Tricarico accolta nella sua Gallipoli. E questo mio breve viaggio sentimentale nel suo Viaggio nella città bella non è fatto di parole circostanziate né tantomeno di luoghi comuni, ma nasce dall’anima, nutrito di profonde vibrazioni.

Lecce, luglio 2014 Pompea Vergaro
critico d’arte-giornalista

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